Catherine O’Hara, l’amata attrice celebrata per la sua versatilità e il suo tempismo comico, è morta all’età di 71 anni. La notizia della sua scomparsa è emersa per la prima volta tramite TMZ ed è stata successivamente confermata dai suoi rappresentanti alla rivista People. Sebbene la causa esatta della morte rimanga sconosciuta, i rapporti indicano che aveva combattuto una breve malattia prima della sua morte nella sua casa di Los Angeles.

Primi anni di vita e inizi di carriera

La carriera di O’Hara ha messo le radici nella vivace scena comica del Second City Theatre di Toronto. Fu qui che incontrò per la prima volta Eugene Levy, un collaboratore e amico di lunga data. Il suo talento ha attirato l’attenzione di Gilda Radner, un’icona della comicità che, secondo O’Hara, è stata un potente esempio di come avvicinarsi al mestiere. O’Hara parlava spesso dell’impatto di Radner: “Ho lavorato con persone davvero stimolanti e sto ancora cercando di mettere in pratica ciò che mi hanno insegnato.”

Da Second City, O’Hara è passata a SCTV, dove ha anche scritto, ottenendo cinque nomination agli Emmy e una vittoria. Questi primi lavori gettarono le basi per una carriera che sarebbe durata decenni e avrebbe messo in mostra la sua capacità sia di scrivere che di esibirsi.

Ruoli rivoluzionari ed eredità duratura

O’Hara è diventata famosa grazie ai suoi ruoli in film iconici come Beetlejuice (1988), Mamma ho perso l’aereo (1990) e Best in Show (2000). Ha incontrato suo marito, lo scenografo candidato all’Oscar Bo Welch, sul set di Beetlejuice, e si sono sposati nel 1992. La coppia aveva due figli: Matthew (31) e Luke (29).

Tuttavia, è stato il suo lavoro successivo nella serie acclamata dalla critica Schitt’s Creek a consolidare il suo status di leggenda della commedia moderna. La sua interpretazione le è valsa un Emmy, un Golden Globe e un SAG Award. Recentemente è stata anche nominata per il suo ruolo in The Studio.

Catherine O’Hara lascia dietro di sé un’eredità di risate, innovazione e influenza che continuerà a ispirare generazioni di artisti. La sua morte segna la perdita di un vero genio della comicità che ha costantemente elevato ogni progetto che ha toccato.