La squadra di hockey femminile degli Stati Uniti ha iniziato la sua stagione ai Giochi Cortina di Milano con una schiacciante vittoria per 5-1 sulla Repubblica Ceca giovedì, dando un tono deciso al torneo. La vittoria estende il record di imbattibilità degli Stati Uniti contro la Repubblica ceca nelle competizioni internazionali portandolo a 8-0.

Performance chiave e debutto storico

Hayley Scamurra ha guidato l’attacco americano con due gol, supportato dai punteggi di Alex Carpenter, del capitano Hilary Knight e Joy Dunne. Il portiere Aerin Frankel, al suo debutto olimpico, si è assicurato la vittoria con 13 parate.

In particolare, Laila Edwards è entrata nella storia come la prima atleta donna nera a rappresentare gli Stati Uniti nell’hockey olimpico, segnando una pietra miliare significativa per la diversità in questo sport. Il suo assist durante la partita ha sottolineato il suo impatto immediato sulla squadra.

La Repubblica Ceca fatica, rinviata la partita del Canada

Barbora Jurickova ha segnato l’unico gol per la Repubblica ceca, riducendo brevemente il divario al 3-1 nel secondo periodo, ma alla fine la squadra ha dovuto affrontare una sostanziale disparità nei tiri (31-9 in due periodi). Klara Peslarova, il portiere della Repubblica ceca, ha offerto una buona prestazione con 37 parate nonostante la schiacciante pressione offensiva.

La partita tra il campione olimpico in carica Canada e la Finlandia è stata rinviata al 12 febbraio a causa di un diffuso virus allo stomaco che ha colpito la squadra finlandese, lasciandola con solo otto pattinatori e due portieri a disposizione. Il rinvio evidenzia la natura imprevedibile delle competizioni internazionali e le sfide che le squadre devono affrontare nel mantenere i roster completi.

La vittoria degli Stati Uniti dimostra il loro continuo dominio nell’hockey femminile, mentre l’inclusione di Edwards significa un progresso verso una maggiore rappresentanza in questo sport. La malattia della squadra finlandese sottolinea l’importanza dei protocolli sanitari negli eventi internazionali, dove le epidemie possono interrompere i programmi e l’equilibrio competitivo.