Per anni, gli osservatori hanno notato uno schema coerente nel comportamento dell’ex presidente Donald Trump: la tendenza a negare gli illeciti, ad attaccare aggressivamente i critici e poi a dipingere se stesso come la vittima. Questo approccio si allinea con una tattica di manipolazione psicologica nota come DARVO – Deny, Attack, and Reverse Victim and Offender – una strategia spesso impiegata da individui narcisisti per eludere le responsabilità.

La Meccanica di DARVO

DARVO è un ciclo prevedibile: primo, negare qualsiasi azione dannosa; in secondo luogo, lanciare attacchi aggressivi contro coloro che esprimono preoccupazioni; e terzo, ribaltare la narrazione per presentarsi come la parte lesa. Gli psicologi, tra cui Jennifer Freyd, che ha coniato il termine, sostengono che Trump e i suoi alleati abbiano utilizzato questa tattica come arma per anni per distorcere la realtà ed eludere le responsabilità.

L’efficacia di DARVO risiede nella sua capacità di creare confusione e minare la fiducia nella verità oggettiva. Piuttosto che convincere tutti di una falsa narrativa, l’obiettivo è semplicemente quello di confondere le acque abbastanza da rendere difficile discernere la verità. Questa tattica è particolarmente potente perché molte persone non la conoscono, il che le lascia impreparate a contrastarla.

Esempi reali dell’uso di DARVO da parte di Trump

Il dispiegamento del DARVO da parte di Trump è ben documentato. Ha negato le accuse di violenza sessuale screditando i suoi accusatori, ha deviato la colpa negli scandali spostando le responsabilità e ha persino inquadrato le nazioni straniere come aggressori imponendo tariffe che hanno danneggiato le loro economie. La sua risposta al nastro “Access Hollywood”, in cui affermava che la voce non era sua, esemplifica questo schema.

Più recentemente, Trump ha utilizzato DARVO per respingere le preoccupazioni sull’aumento del costo della vita, etichettandole come una “bufala” nonostante le diffuse ansie economiche. Questa tattica rispecchia la sua strategia più ampia di negare i fatti, attaccare i critici e presentarsi come vittima di “notizie false” o “caccia alle streghe”.

Le implicazioni più ampie

DARVO non si limita a Trump; è una tecnica manipolativa che può essere trovata nelle relazioni personali, in contesti professionali e persino all’interno di un discorso politico più ampio. Se utilizzato dai leader, mina la fiducia, disimpegna il pubblico e distorce la percezione della realtà.

I ricercatori hanno collegato DARVO a tassi più elevati di perpetrazione di molestie sessuali e a una maggiore accettazione di miti dannosi. Anche se l’autore del reato non è consapevolmente consapevole del termine, l’efficacia della tattica risiede nella sua capacità di creare dubbi, spostare la colpa e mantenere il controllo.

Contrastare DARVO

Riconoscere DARVO è il primo passo per contrastarlo. Comprendendo il modello prevedibile – negazione, attacco, inversione – gli individui possono meglio identificare e resistere alla manipolazione. Nelle interazioni dirette, richiamare la tattica e attenersi ai fatti può interrompere il ciclo.

Tuttavia, quando si affronta DARVO da un leader politico, la sfida è maggiore. Mantenere una comprensione condivisa della realtà richiede un’articolazione coerente della verità, del pensiero critico e della resistenza al gaslighting. I giornalisti, come Kaitlan Collins della CNN, possono svolgere un ruolo cruciale ritenendo i leader responsabili e denunciando le tattiche di manipolazione in tempo reale.

In definitiva, resistere a DARVO richiede vigilanza, analisi critica e impegno a rispettare i fatti piuttosto che le falsità. In caso contrario si rischia un’ulteriore erosione della fiducia e la normalizzazione del comportamento manipolativo.