Dai feed TikTok alle passerelle di alta moda, sta prendendo piede una tendenza colorata, caotica e alquanto inquietante: Clowncore. Ciò che era iniziato come un’estetica di nicchia di Internet si è evoluto in un movimento culturale significativo, influenzando tutto, dalle collezioni di moda di lusso al modo in cui un’intera generazione esprime identità e salute mentale.

Dai trend di TikTok all’alta moda

Il fenomeno del “clowncore” ha guadagnato slancio per la prima volta nel 2022 tramite TikTok, dove i creatori hanno mostrato pantaloni a palloncino, papillon oversize e trucco esagerato. Questo movimento è arrivato come una ribellione diretta contro l’estetica della “ragazza pulita”, una tendenza definita da look minimalisti, “senza trucco” e capelli impomatati. Laddove l’estetica della ragazza pulita ricercava la perfezione senza sforzo, il clowncore abbraccia il massimalismo e la rottura.

Questa tendenza ha colmato con successo il divario tra le sottoculture digitali e il mainstream:
Influenza delle passerelle: Stilisti come Marc Jacobs (Autunno/Inverno 25) e Dior hanno incorporato maniche a sbuffo e colletti a volant che ricordano l’abbigliamento da circo.
Icone della cultura pop: gli artisti musicali si affidano all’estetica per ridefinire la propria personalità. Chappell Roan ha utilizzato un trucco colorato e teatrale, mentre Lady Gaga ha esplorato look gotici ispirati ad Arlecchino per la sua era del 2025.

Un santuario per l’identità queer

Per molti, il clowncore è molto più di un costume; è uno strumento per navigare tra i generi. Storicamente, la clownerie ha occupato uno spazio al di fuori delle norme sociali tradizionali, spesso sfidando il binario maschio/femmina. Ciò rende l’estetica una scelta naturale per la comunità LGBTQ+.

Secondo il ricercatore e artista Jon Davison, il clowning può servire come forma di protezione dell’identità. Adottando la personalità di un clown, gli individui possono uscire dalle rigide aspettative dei ruoli di genere sociali.

“Se ti vesti o ti trucchi da clown, quella è la tua identità”, suggerisce Davison. “È come una protezione che in un certo senso formi prima di uscire nel grande mondo spaventoso.”

Per artisti come Scrambles the Clown, un artista gender-fluid, l’estetica fornisce un senso di liberazione. La capacità di cambiare drasticamente il proprio look consente un’espressione fluida di sé che la moda tradizionale spesso limita.

La doppia natura: gioia contro macabro

Clowncore non è puramente stravagante; possiede un aspetto oscuro e psicologico che riflette la complessità dell’esperienza umana. La tendenza oscilla spesso tra due estremi:

1. L’assurdo e il pathos

Sui social media, una tendenza comune coinvolge gli utenti che applicano il trucco da clown mentre raccontano ricordi imbarazzanti o traumatici. In questo contesto, il clown rappresenta vulnerabilità e fallimento, un modo per appoggiarsi al “pathos” della vita presentandosi come una figura di scherno.

2. Orrore e nichilismo

Anche il cliché del “pagliaccio spaventoso” viene recuperato attraverso l’arte. La comica Sarah Sherman fonde il clown con il body horror, mentre la cantautrice Audrey Hobert usa la metafora del clown per esplorare i temi della mania e dell'”orrore disarmante” della ricerca della connessione umana. Questo lato più oscuro suggerisce un senso di nichilismo, un modo di elaborare un mondo che spesso sembra privo di senso o travolgente.

Trovare un posto in un mondo caotico

In definitiva, l’ascesa del clowncore potrebbe essere un sintomo dell’attuale clima culturale e politico. In un’epoca caratterizzata da rapidi cambiamenti e instabilità sociale, il clown offre un modo per occupare lo spazio ad alta voce e in modo impenitente.

Che venga utilizzato come scudo per l’identità di genere, come maschera per problemi di salute mentale o come faro di “sciocchezza senza senso”, il clowncore fornisce un senso di appartenenza. Permette alla Gen Z di rispondere a un mondo caotico scegliendo tra stravaganza radicale o disagio espressivo e stilizzato.


Conclusione: Clowncore è un movimento sfaccettato che utilizza l’immaginario esagerato del circo per affrontare questioni complesse di genere, salute mentale e instabilità sociale, offrendo agli individui un modo per trovare l’identità in un mondo imprevedibile.